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MAGIC PEOPLE SHOW DAL ROMANZO DI GIUSEPPE MONTESANO

In scena al teatro Valle di Roma, fino al 23 novembre



Andrea Renzi

Magic People Show’, nell’allestimento dell’omonimo romanzo di Giuseppe Montesano (pubblicato da Feltrinelli), è messo in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli.

Quattro attori in smoking, guarniti di pochi gadgets rigorosamente di plastica, pressati e costretti a recitare nell’angusto metro quadrato di una scena ridotta a un tavolino di acciaio e cristallo antirapina: sono i protagonisti del comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, ideato da Giuseppe Montesano per mettere alla berlina costumi e pratiche che quotidianamente sviliscono il nostro presente.

Quattro attori chiamati a ricoprire molteplici ruoli scaturiti da un’analisi livida e terribile, per restituire le varie identità di un possibile ‘condominio globale’ che, nel vertiginoso ritmo da commedia nera, realizza infine uno spietato affresco dell’Italia contemporanea.

Prodotto da Teatri Uniti, Onorevole Teatro Casertano e Sempre Aperto Teatro Garibaldi, ‘Magic People Show’ restituisce, nella furia del grottesco e nella violenza del paradosso, lo sfascio sociale, la deriva morale, l’esausta tolleranza di un popolo formato da sudditi della televisione, consumatori globali, schiavi della pubblicità, venditori di spiagge e di aria,  risanatori dell’economia nazionale, in un compendio estremamente lucido, quanto disarmante, delle possibili tipologie umane del nostro tempo.

In un crescendo che mescola l’opera buffa e il dramma si scoperchia il formicaio brulicante di questo show postmoderno, dove vive un popolo fatto di ridicoli mostri ‘drogati dal sogno del denaro, prigionieri dell’illusione della libertà, gaudenti sebbene privati da tempo di ogni passione ed amore’. Un ilare e tragico romanzo teatrale dell’Italia di questi ultimi anni, in cui uomini e donne coabitano il popoloso condominio napoletano immaginato dall’autore, in preda alle più inverosimili tentazioni. L’unico fronte di ribellione allo sfascio totale di questa umanità delirante pare sintetizzato nel personaggio del dottor G. (palese proiezione dell’autore stesso) che allibisce, si scandalizza, si ritrae, spende saggezza, chiama alla ragionevolezza, ma che alla fine si contrae nella terribile certezza di essere niente altro che una scoria del sistema, un resto da riciclare, una falsa coscienza perdente, e, dunque,   pronta a rigenerarsi nel peggiore tra tutti gli altri.

I costumi sono di  Laurianne Scimemi, il suono di Daghi Rondanini, le luci di Lucio Sabatino, gli oggetti di scena di Underworld.


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